Come forse già saprete se avete visto il video della sfilata di questa esposizione (se non l’avete visto, guardatelo qui: Sfilata Curvy is Sexy), dal 19 al 21 gennaio di quest’anno a Berlino si è tenuta la sesta edizione di Curvy is Sexy, la più importante fiera di abbigliamento plus size d’Europa. Io ho voluto partecipare come ospite per capire quale sia l’offerta moda disponibile in questo settore. In particolare, ero curiosa di capire se ci sono ed in che misura attenzione e sensibilità all’estero verso questo mondo rispetto l’Italia, come intuivo.

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Innanzitutto partiamo un po’ della storia: questa fiera ha esordito nell’estate del 2013, presentando l’abbigliamento PE 2014. Dagli inizi gli espositori sono raddoppiati, e il numero di visitatori ha raggiunto il suo culmine nel 2014 raggiungendo le 6.000 persone. Si tratta di una fiera rivolta ai negozianti, quindi gli espositori sono produttori di abbigliamento e i visitatori, oltre alla stampa, sono proprietari di negozi che vogliono acquisire nuovi marchi, vedere le collezioni proposte ed eventualmente fare l’ordine per il proprio spazio. Le aziende di abbigliamento che partecipavano erano per la maggior parte europee: ce n’erano 11 italiane e 19 tedesche, 5 olandesi e poi presenze singole di altri paesi… Molti brand stranieri erano per me totalmente sconosciuti, e volevo quindi conoscerli. La location era nel quartiere centrale Mitte, in un palazzo delle grandi vetrate e dal gusto interno un po’ industriale. Appena varcata la soglia, ho avuto l’impressione di entrare in una nuvola rosa, dato che questo era il colore dominante dell’allestimento.

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Poco dopo il mio arrivo sarebbe iniziata la sfilata, e quindi mi sono accomodata prendendo posto in una delle sedie disponibili, proprio di fronte alla passerella. La possibilità di partecipare a questo piccolo fashion show era data a tutti i fornitori ma, ovviamente richiedendo un investimento ulteriore, non tutti hanno deciso di parteciparvi. I brand che sfilavano erano quasi tutti tedeschi:
Open End

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Ulla Popken

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Studio Untold

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Sheego

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Anna Scholz per Sheego

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Gli stilisti emergenti:
OW by Olivier Wartowski (francese)

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Miriam Jezek (austriaca)

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Mable

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Ho trovato più interessanti i capi del giovane stilista francese Olivier Wartowski, che in effetti risulterà vincitore nella competizione fra i giovani stilisti. Per il resto, devo dire che sono rimasta un po’ delusa da questo piccolo fashion show. Sicuramente ho apprezzato la scelta delle modelle, che giustamente erano più morbide delle magrissime taglie 38 scelte per le sfilate del pret à porter. Erano comunque belle ragazze, in genere alte e robuste, ma piuttosto proporzionate. Non di certo obese, semplicemente morbide; diciamo giunoniche. Qualcuno si è lamentato che non fossero abbastanza tonde, ma a me non è dispiaciuto il casting; credo che comunque, essendo uno show, ci si debba rivolgere a modelle professioniste, che in genere portano la 46-48. In ogni caso le ragazze avevano le loro belle curve, ed erano anche molto belle!

Per quanto riguarda invece i capi indossati, erano piuttosto ordinari, nulla di particolarmente attraente ed interessante che mi abbia lasciato a bocca aperta. Ho avuto l’impressione che l’obiettivo delle aziende non fosse colpire positivamente lo spettatore, come invece succede obbligatoriamente nelle sfilate di ogni casa di moda. Molti capi erano davvero normali, senza colori, tagli, forme e tessuti particolari, alcuni anche non particolarmente belli. Hanno spiccato a mio parere soltanto: Studio Untold, Anna Scholz e Olvier Wartowski.JJ_Foot

Dopo la sfilata, ho visitato lo stand di stivali per caviglie e polpacci importanti JJ Footwear. Il proprietario, molto gentile, si è mostrato entusiasta e molto professionale. Credo che la sua idea sia davvero azzeccata. Per quanto riguarda le scarpe esposte, non era ancora disponibile la nuova collezione, e quello che ho visto non era di mio gusto e stile. Sicuramente il design italiano farebbe una grande differenza. Ma il marchio è olandese e gli stivali in pelle sono prodotti in Portogallo.

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Subito dopo visitato lo stand Elle Emme Couture, un piccolo marchio italiano con sede nei dintorni di Bologna che crea un abbigliamento particolare. Non si tratta esattamente del mio stile, ma ho apprezzato le loro idee, la loro creatività e il loro essere positivi e proattivi.

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Successivamente mi sono fermata allo stand di Sally Sahne, marchio tedesco ai livelli di Elena Mirò e Persona di Marina Rinaldi. Si tratta quindi di un prodotto abbastanza classico ma ben costruito e pensato. Tessuti di qualità, vestibilità adatte ad una donna più che ad una ragazza, il loro punto forte sono dei pantaloni 5 tasche dall’effetto contenitivo in uno speciale tessuto particolarmente stretch, che però non è proprio di mio gusto.

cannella
Ho poi deciso di concentrare la mia visita sui marchi italiani o in vendita nel nostro paese, perché la maggior parte degli stranieri presenti alla fiera non vendono in Italia, e quindi la mia ricerca di mercato non avrebbe centrato il mio obiettivo. Sono quindi andata a visitare lo stand di C di Cannella, la variante plus size del noto marchio italiano. La proposta in questo caso è un abbigliamento elegantino, un po’ da signora. Anche qui non particolarmente in linea con il mio gusto.

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Ho fatto una chiacchierata con i signori dello stand Elena Mirò, un prodotto che sicuramente è conosciuto in Italia e diffuso, di buona qualità e manifattura ma che predilige un’offerta classica rivisitata, non sicuramente all’avanguardia in senso di moda.

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Ho parlato poi con l’agente di Ulla Popken, importante marchio tedesco nato con la vendita per corrispondenza e poi evolutosi, che è ora deciso ad entrare in Italia ed ha già posto alcune basi per aprire prossimamente. La loro collezione è davvero molto vasta e si trova un po’ di tutto. Il prezzo è medio-basso, e di conseguenza anche la qualità non è eccelsa. Hanno alcuni capi aggiornati, ma ancora non si tratta dello stile che cercavo e mi aspettavo di trovare in questa fiera.

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Ho poi visitato lo stand di Strategy Distribution, agenzia che si occupa di esportare e distribuire marchi italiani in Europa, e che qui presentava i marchi plus size Sorelle Seclì, Peg, Severi Darling e Calzitaly. Tutti marchi per una donna adulta e abbastanza classica. Sicuramente il più innovatore e più in linea con il mio gusto e Sorelle Seclì, che presta attenzione ai materiali e alle forme.

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Il marchio italiano che mi ha più colpito è Lizalù: ho scoperto dei capi belli, innovatori, alcune stampe simpatiche, un utilizzo di tessuti particolari. Ad un prezzo davvero competitivo!

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Gaia Life offre una gamma di abbigliamento magari giovanile, ma sempre concepito in modo classico.

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Giglio Rosso è sulla stessa lunghezza d’onda, anche più esplicitamente rivolto a signore di una certa età. Solo la sua linea pronto moda, che però non era presente in fiera, è dedicata ad un pubblico più giovane.

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Una bella scoperta, e un bel marchio italiano, sicuramente innovatore, è Curvyssime: linea di abbigliamento da sposa appena nata, dedicata a donne plus size. L’incontro con l’ideatrice è stato molto bello, ed ho potuto apprezzare la passione che mette nel suo lavoro e l’amore per le donne morbide, scaturito dalla conoscenza diretta con molte spose plus size. Credo che si tratti di un’ottima idea e di un progetto che può avere degli sviluppi importanti. I capi sono concepiti per valorizzare il corpo tondo, cercando da una parte di dimostrarne la bellezza, dall’altra di accogliere le insicurezze delle donne che si accingono a sposarsi.

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Fuori dall’Italia, ho voluto conoscere da vicino Olivier Wartowski, designer francese vincitore anche del premio per stilisti emergenti messo in palio da Curvy is sexy. I suoi capi sono particolari e ricercati. Non pensa all’ordinarietà, ma cerca di enfatizzare la bellezza delle donne con le loro curve, tramite uno studio e una ricerca di materiali, tessuti e forme. Questo è davvero un brand plus size di moda, come la intendo io: ricerca e innovazione, creazione di uno stile unico ed di una brand identity precisa.

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L’ultimo incontro che ho avuto è stato con le ragazze di Fräulein Kurvig (Miss Curvy), concorso tedesco di bellezza plus size giunto alla seconda edizione, che ha avuto anche un certo riscontro a livello mediatico. Dalla chiacchierata con loro ho avuto la conferma definitiva, già intuita prima, che quantomeno in Germania l’essere sovrappeso è un argomento piuttosto comune, e le ragazze curvy spesso si sentono a loro agio con sé e in relazione agli altri. Nonostante questo, lamentano anche loro che mancano negozi con capi d’ abbigliamento belli, giovani ed aggiornati; a causa di ciò, spesso acquistano online, dove trovano un’offerta più ampia.

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Per trarre quindi le conclusioni della mia visita a questa fiera, posso dire che sono stata un po’ delusa dalle proposte che ho trovato. Cercavo un brand che facesse innovazione anche per le donne con le curve, dei capi concepiti per mettere in risalto i lati positivi del corpo, mostrandone la bellezza, in modo aggiornato e attraente. Capi che facciano sentire una donna morbida cool, nonostante i chili in più. Non una moda di serie B, di seconda classe, ma delle creazioni degne del loro nome; non solo un prodotto di uso comune destinato a donne che probabilmente si amano poco.

Bisogna comprendere che molte donne curvy o plus size si amano e/o si accettano anche con i loro difetti, e vorrebbero dei vestiti che le possano fare sentire bene, a loro agio, coccolate, esaltate e up to date.

 

Vi scriverò prossimamente nel dettaglio dei marchi di cui ho approfondito la conoscenza a questa fiera. Restate sintonizzati, e continuate a seguirmi!!!

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