Dopo la pioggi di ieri, stamattina nella mia zona è tornata la nebbia. Avevo però voglia di fare una passeggiata, e così mi sono vestita comoda, ma non in tuta, in modo da poter anche fare un eventuale giro in centro.

Questo è il primo post che pubblico con i jeans, capo che amerei ma che difficilmente indosso. Perché, vi chiederete. Beh, perché non riesco a trovarne che mi piacciano e mi vadano bene. Ho lavorato per anni in aziende storiche che del jeans hanno fatto il loro punto di forza, e di conseguenza amo e conosco il denim, ne so apprezzare caratteristiche, struttura, colore e do molta importanza al lavaggio. Mi piace che un 5 tasche abbia un che di autentico, che il lavaggio riproduca usure realistiche, che la tridimensionalità del twill indaco non venga appiattita da composizioni sintetiche. Il problema è la mia conformazione fisica; tipicamente a pera, con cosce tornite e vita abbastanza asciutta, fatico tremendamente a trovare dei modelli che mi vestano bene. Quando riesco ad entrare con sul bacino, la vita avanza di 2/3 taglie; viceversa, se prendo la misura della vita, inesorabilmente non riesco a tirar su i pantaloni perché l’ampiezza della gamba non è sufficiente. Anche con i marchi plus size non riesco a trovare un 5 tasche che mi stia, perché le taglie conformate prevedono un ampio sviluppo della circonferenza vita, e meno di quella della coscia.

I modelli che posso sperare di riuscire ad indossare sono quelli a vita bassa, dove la differenza tra bacino e cintura non è così ampia, e i modelli flare, anni 70, con gamba tipicamente ampio. Proprio un modello ispirato a quegli anni è quello che indosso oggi.

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Eccomi qui, ho scelto un look nei toni del blu e dell’ottanio, e vicino a me c’è un cigno, che ho però tenuto a debita distanza…

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Parto a descrivervi i capi proprio dai jeans. Si tratta di un modello che ho disegnato e realizzato quando lavoravo per We Are Replay, la collezione di punta del gruppo Fashion Box Industries, che ho contribuito a lanciare a partire dal lontano 2003. Questo modello è ispirato ai pantaloni da marinai, e non ha quindi le classiche 5 tasche. Quando lavoravo per We Are, cercavo sempre di inserire in ogni collezione un modello di jeans che mi potesse andare bene. Questo ha la gamba abbastanza ampia, con fondo leggermente a zampa e a me piace stirarlo con la piega centrale, per un’aria leggermente più elegante. In questo caso il look è casual, ma utilizzo spesso questi jeans con tacchi (magari zeppe) e bluse anni ’70 per un impatto molto più chic, forse boho-chic. Taglia 33, sono in 100%cotone.

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Il berretto in misto lana è di Hat Attack (hat attack), marchio americano. E in America l’ho acquistato: anche questo è uno dei tanti miei souvenir indossabili…

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Il maxi cardigan, pesante, di  pura lana, è un’eredità di mia zia Oriella che arriva direttamente dai primi anni ’80. Senza marchio, giocato sui toni del blu e nero, con dettagli in pelle, è un capo che tiene davvero caldo. Sovrapposto al gilet imbottito, è perfetto per una giornata così e aiuta a slanciare la figura coprendo i punti per me più critici.

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Il gilet imbottito è in vera piuma d’oca, acquistato a Berlino in saldo in un negozio appartenente ad una catena che mi piace molto, ma che no è ancora arrivata in Italia: Uniqlo. Si tratta di un brand giapponese che in patria è una delle catene d’abbigliamento leader del mercato, sia per i profitti sia per le vendite. L’azienda realizza abiti di alta qualità al prezzo più basso possibile per creare look “componibili”: questo si traduce in una collezione caratterizzata dall’essenzialità dei tagli e dei modelli con un’offerta di colori molto ampia. Il concetto di base è: capi semplici ma fatti bene e di qualità, ad un ottimo prezzo. Io, per farmi intendere velocemente, lo definisco così: tipo H&M, ma con ottima qualità e poco contenuto moda. Il mio gilet, taglia XL, ha una stampa blu verde effetto tartan ed è costato in saldo solo 14,99€; ne potete trovare di simili qui.DSC_2798

Per quanto riguarda il dolcevita, in realtà sono due e anche questi fanno parte della categoria “souvenir indossabili”. Sono di Club Monaco, e quella volta a New York li ho trovati in offerta ad un ottimo prezzo e ne ho presi ben tre; quello esterno è a righe grigio melange e blu, mentre quello sotto è tinta unita blu. Entrambi M, sono in misto lana (75% wool 20%pl 5%ws) e sono leggeri e confortevoli, ma caldi.

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Ho voluto indossare una cintura in vita perché il piumino non facesse troppo effetto sacchetto, e slanciasse un po’ la figura. E’ di pelle nera con fibbia dorata, senza marchio.

primi piani

giro front

Grazie a Michele Tabacco per le foto.

Per oggi ho concluso. Vi auguro una buona serata, sperando torni presto il sole!

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2 comments

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Molto belli i colori! Io che non sono un’amante della moda devo dire che questo look mi ha conquistato e ne prenderò spunto.

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Wow, grazie mille!

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