Buongiorno a tutti!

I miei buoni propositi, evidentemente, non sono stati rispettati, e mi ritrovo dopo più di un mese dall’ultimo articolo a scrivere cose che avrei dovuto pubblicare ormai tanto tempo fa’. Ma ci tengo a questo blog, tengo a chi mi legge, e quindi ogni tanto cerco di tornare.

Oggi ho nuova verve ed energia, grazie al bel weekend appena trascorso, e al lavoro che sto facendo con un caro amico proprio per il blog, di cui vedrete il frutto concretizzarsi nelle prossime settimane, sicuramente entro l’estate. Non vi dico di più, vedrete!

 

Quello che vi scrivo oggi, invece, vuole essere la prosecuzione dell’articolo Pitti Immagine Uomo di giugno. Avevo fatto la richiesta di poter partecipare alla fiera come blogger, senza ricevere risposte. Ho deciso di andare comunque, e scoprendo sul posto che la mia richiesta non sarebbe potuta andare a buon fine perché presentata oltre la data limite. Fortunatamente, sono riuscita ugualmente ad accedere all’esposizione.

Il mio obiettivo ero osservare le proposte delle varie aziende, e capire se si potevano rivolgere anche a un pubblico più morbido del solito. E, anche, guardare la gente che a questa fiera partecipava come osservatore o buyer.

Ebbene, a malincuore devo dire che ero una delle pochissime donne sovrappeso che partecipavano alla fiera e, pur cercando, non ho trovato nessuna vestita in modo da poterla fotografare o da farsi notare per la scelta del look. Tutte erano vestite comode, ma non bene… Per l’ennesima volta, solo cose che tendevano a coprire il corpo, nulla che valorizzasse o fosse bello. E uomini di taglia forte? Sicuramente sono io a non averli visti, qualcuno ce ne sarà pur stato!

Per quanto riguarda gli stand, e quindi le proposte moda per la Primavera Estate prossima, non mi sono nemmeno azzardata a chiedere se c’era qualcosa pensato per noi curvy, perché chiaramente negli stand esposti si capiva chiaramente che solo la taglia e la conformazione regolare erano considerate…

Le uniche cose che ho quindi potuto osservare con curiosità ed interesse erano gli accessori: scarpe e borse andranno pur bene anche per noi cicciottelle, no?!?

In particolare, hanno attratto la mia attenzione due marchi di borse che non avevo ancora incontrato, da vicino: Numero Ventitue e Save My Bag.

Save My Bag propone borse realizzate in una sorta di tessuto neoprene (ma mi raccomando, chiamatelo Poly-Lycra, ci tengono ;-)! ), più leggero e soffice, in varianti coloratissime. Nate con l’idea di essere delle Cover Bag, cioé di coprire borse più preziose, diventano dei veri e propri accessori cool grazie al design, che spesso si ispira a modelli famosi, e alla scelta degli abbinamenti colore, particolarmente piacevoli. Per me, il massimo pregio sta nella loro leggerezza: pesano meno di una bottiglietta da mezzo litro di acqua! Noi donne usiamo mettere la nostra vita intera dentro le borse, e generalmente quelle in pelle hanno già un loro peso specifico importante; ci troviamo quindi a rovinarci spalle e braccia dovendo portare in giro con apparente nonchalance chili e chili di inutili (per gli altri) cianfrusaglie. Eliminare quasi totalmente il peso del contenitore, e portare in giro il contenuto in modo chic e alla moda è secondo me un valore preziosissimo!

SAVE MY BAG

NUMERO VENTIDUE

Numero Ventidue, realizzato e distribuito dalla stessa azienda di “Le Pandorine”, punta invece sulla personalizzazione del prodotto: le borse sono componibili nelle loro varie parti a scelta della cliente, permettendo quindi di rendere il proprio accessorio, se non unico, davvero raro. La proposta presentata a Pitti era davvero ampia, varia e di ottimo gusto, con l’utilizzo di diversi materiali, finiture e decori. Sicuramente un passo in più verso la tendenza che vuole l’acquirente protagonista di un’esperienza che lo renda unico e metta al primo posto le necessità particolare di ognuno.

NUMERO VENTIDUE

NUMERO VENTIDUE 2

 

Per il resto, il giro a Pitti Uomo è stato interessante in particolar modo per vedere le persone che vi partecipavano: molti normale, come me. Ma diversi uomini erano proprio dei dandy che puntavano a farsi notare a tutti i costi. Alcuni abiti che indossavano, anche molto belli, sono secondo me quasi impossibili da utilizzare in un contesto normale senza passare per (a dir poco) persone egocentriche e stravaganti, che vogliono a tutti i costi attirare l’attenzione. Eccone alcuni esempi (uno anche in miniatura!):

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Arrivederci a tutti, alla prossima!

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